Joseph Cooper. Murph. Brand. Un amore che varca i confini del tempo e dello spazio, della logica e del sogno. Tutto questo – e molto di più – è Interstellar, vertice della filmografia di Christopher Nolan, largamente ammirato fra le opere cinematografiche più rilevanti, suggestive e significative di tutti i tempi.
E’ un’autentica volontà d’infinito, ardita e faustiana, quella disseminata da Nolan, che Anime interstellari, opera prima di Lorenzo Pantellini, recepisce in pieno e a sua volta contribuisce a far germogliare. Le pagine di Pantellini, infatti, scelgono di non essere una semplice critica artistica di un’opera celebre, né un “diario dello spetttatore”, e neppure una ricerca scientifica dal sapore ambiziosamente accademico. Al contrario, esse si donano a chi vi si accosta come una chiave simbolica, che “leggendo” il capolavoro nolaniano riesce a chiarirne al meglio potenza, impatto, eredità.
Dalla fisica quantistica alla filosofia, dall’etica alla matematica pura: tante sono le vie percorse in questo libro agevole ma profondo, arricchito dall’appassionato saggio di Constantin von Hoffmeister, per penetrare l’universo creato da Nolan e da Kip Thorne, suo fidato consulente e Premio Nobel, come tante sono le vie tracciate da Interstellar per spiegare l’uomo e il suo fato, e lo spirito che da sempre lo muove. Anime interstellari, di ciascuna di esse, fornisce una mappa unica nel suo genere; al lettore, il privilegio di addentrarvisi e finalmente, vincendo il grigiore del presente, gettare il cuore al di là delle stelle.




