Un’onda che s’infrange sul ponte; un sommergibile che solca l’oscurità dei flutti; il sole che bacia l’orizzonte nel cielo terso; un’inafferrabile balena, allegoria di un destino, che compare e sparisce. In molti modi il cinema si è confrontato con l’affascinante enigma del mare, i misteri che esso contiene, i miti che nel tempo ha saputo generare.
Guido Santulli, questi misteri, questi miti li rilegge con uno stile unico, fra il saggio e il diario, fra la raccolta di pensieri sparsi e la pungente analisi critica, esplorando – è il caso di dirlo – come l’azzurro infinito abbia saputo emozionare, stupire, catturare generazioni di spettatori, traversando di onda in onda, da una pellicola all’altra, le correnti cinematografiche e le dinamiche socio-culturali, i rivolgimenti politici e gli ardori bellici.
Introdotto dalla prefazione dell’Ammiraglio Nicola De Felice, e arricchito da piccole gemme artistiche disegnate a mano appositamente per ciascun capitolo, Lo schermo e l’onda si offre quindi al lettore come un sentito omaggio in forma scritta. Al mare, certo. Al cinema, naturalmente. Ma soprattutto alla capacità innata dell’uomo di sognare e lasciar navigare la propria fantasia a vele spiegate, meravigliosamente sospinta verso oceani sempre nuovi dal vento potente e gagliardo dell’immaginazione.




