La Trilogia “originale” di Star Wars (1977-1983) costituisce senza alcun dubbio una pietra miliare della storia della fantascienza e della cinematografia mondiale. Il visionario George Lucas, creatore di mondi, ha inventato con essa un intero universo, immaginando epiche avventure ambientate in una “galassia lontana lontana” e in un’epoca remota, ma attingendo anche a piene mani da elementi del mondo reale, taluni presi dalla contemporaneità e molti altri le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Per la prima volta, un libro si prefigge l’ambizioso fine di scandagliare Guerre Stellari, L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi sotto ogni aspetto, analizzandoli fotogramma per fotogramma. Non solo, dunque, le immagini, la sceneggiatura, la realizzazione tecnica, i retroscena, ma anche tutto quell’insieme composito di riferimenti e di suggestioni che così a fondo hanno influenzato l’opera di Lucas.
Ecco quindi la Cavalleria medievale, la spiritualità orientale, gli archetipi antichissimi e immortali su cui sono modellati le vicende e i personaggi; la storia e la politica del ‘900, i miti e le leggende ispiratrici, gli innumerevoli riferimenti antropologici e culturali; le opere letterarie e cinematografiche che, a vari livelli, hanno influenzato il regista californiano. Nulla, davvero, sfugge alla lente di ingrandimento di Francesco Cappellini.
Un’opera imponente, dunque, ma anche doverosa. Perché quelli creati da George Lucas non sono “solo” tre film, ma molto, molto di più.




